Introduzione
| Forma di governo | Monarchia costituzionale |
| Superficie | 458 730 kmq più 252 120 kmq del Sahara Occidentale |
| Popolazione | 27 377 000 abitanti (stima 1998) 60 ab./kmq più 252 146 ab. del Sahara Occidentale 1 ab./kmq |
| Capitale | Rabat |
| Divisione amministrativa | 35 province e 2 prefetture, più 3 province del Sahara Occidentale |
| Unità monetaria | Dirham |
| Lingua ufficiale | Arabo |
| Membro di | Lega Araba, OCI e ONU |
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Il Marocco somiglia in qualche modo alla Spagna, Paese che lo fronteggia, al di
là del breve stretto di Gibilterra, con caratteri morfologici simili (tra
l'Atlante e la Cordigliera Betica la continuità è evidente) e con il quale ha
avuto frequenti e ricorrenti relazioni, anche conflittuali; e in certo senso ne
è una sorta di immagine speculare. La Spagna è situata all'estremità
sud-occidentale dell'Europa e il Marocco a quella nord-occidentale dell'Africa.
Entrambi si trovano al termine occidentale del Mediterraneo e i loro promontori
terminali verso nord formano le due mitiche colonne d'Ercole (o, se si
preferisce, del corrispondente dio punico Melkart) a guardia della porta del
grande mare interno. Entrambi hanno la caratteristica di affacciarsi sul
Mediterraneo ma, al tempo stesso, anche sull'Atlantico. E se la Spagna, pur
essendo innegabilmente partecipe della cultura europea cui ha tanto contribuito,
ha vissuto per lunghi periodi voltando le spalle all'Europa, proiettata verso il
nuovo mondo da essa colonizzata o ripiegata su se stessa, il Marocco,
altrettanto innegabilmente partecipe della civiltà arabo-islamica, ha
attraversato anch'esso periodi di isolamento dagli altri Paesi dell'Africa
mediterranea, compresi quelli della sua stessa regione, il Maghreb.
L'isolamento e l'originalità del Marocco sono dovuti in parte alla sua posizione
geografica, nell'estremo occidente arabo, ma anche e forse di più alle
caratteristiche etniche peculiari della sua popolazione, che, rispetto a quella
degli altri Paesi maghrebini, ha subito assai minori influenze esterne. Essa è
stata solo superficialmente interessata dalla colonizzazione fenicia e poco di
più da quella latina; e, soprattutto, è stata assai poco arabizzata, conservando
un diffuso e prevalente fondo berbero.
Rispetto agli altri due Paesi maghrebini il Marocco può vantare una sua storia
nazionale molto più ricca (testimoniata da significative vestigia
architettoniche), una assai più lunga indipendenza di fatto e istituzioni
politiche proprie, le quali hanno assicurato l'esistenza di un regno che dura
tuttora. Non ha conosciuto il dominio ottomano ed è stato colonizzato solo nel
1912, sotto forma di protettorato, da una potenza europea, la Francia, dopo
accordi di cessioni territoriali alla Spagna. Forse, proprio questa brevità
della vicenda di sudditanza coloniale ha alleggerito i motivi di tensione tra il
Marocco e le potenze europee e ha consentito al Paese maghrebino una più franca
apertura ai mercati dei Paesi occidentali e, sia pure molto gradualmente, ai
loro modelli socio-culturali: molto gradualmente, perché il Marocco è comunque
fermamente deciso a non rinunciare in alcun modo alla sua identità di Stato
islamico, alla solidarietà con gli altri Paesi maghrebini (e questo, nonostante
non siano mancati gravi episodi di frizione con l'Algeria, soprattutto per
motivi di politica territoriale) e addirittura con tutti i Paesi del continente
africano, per i quali ha più volte sostenuto la necessità di processi
unificanti.
Un Paese, insomma, che ha caratteri e problemi comuni agli altri Paesi della sua
area, ma che al tempo stesso si è incamminato su una propria strada originale,
anche per la diversità delle risorse sulle quali può contare, tra le quali
spiccano in particolare i giacimenti di fosfati. La produzione di fosfati, già
cospicua per i giacimenti esistenti all'interno dei confini marocchini
riconosciuti in ambito internazionale, potrebbe accrescersi enormemente
aggiungendovi quelli che ricadono nel Sahara Occidentale, territorio che
corrisponde al Sahara ex spagnolo e che il Marocco ha di fatto annesso, ma che
continua a battersi e ormai con fondate speranze di successo per la propria
indipendenza.